Cooperative

Consegnato il Premio Placido 2015

Il momento della consegna dell'assegno del XXIV Premio Placido Vidale

Il momento della consegna dell’assegno del XXIV Premio Placido Vidale

Sabato 24 gennaio 2015, 24esima edizione del “Premio Placido Vidale”, quasi al giro di boa del quarto di secolo… eppure ho ancora davanti il sorriso accogliente di Placido, nella tipografia di Cascine Strà… un ticordo che risale al 1984, credo, quando da cliente, attratto da questa tipografia dai prezzi convenienti, mi recai per commissionare uno stampato. Per alcuni anni divenni un frequentatore e cliente. Non posso dire che Placido ti accogliesse sempre con il suo sorriso, ma non ricordo una volta in cui non fu così… Perdonate questa digressione autobiografica, quel che voglio dire è che Placido, di nome e di fatto, posava con il suo sguardo semi di bene e ti invitava senza dirlo e con tatto a farti un esame di coscienza… In realtà l’ho conosciuto davvero solo dopo che è morto, quando sono andato a lavorare all’Artigiana San Giuseppe Lavoratore, un mese dopo la sua scomparsa, l’ho conosciuto attraverso le persone che aveva amato e aiutato, attraverso il coraggio della sua azione. Gianluca Mascarino, presidente di “Obiettivo”, coop. sociale premiata per l’attività del Centro diurno e residenziale per disabili “Agorà” di Moncrivello ha ricordato che non avendo mai conosciuto Placido ha però avvertito l’importanza di portare nuovi rami al “ceppo” nato da Placido. Un senso di continuità che è il più bell’omaggio al religioso marianista che è stato tra i pionieri sul fronte della promozione umana e sociale dei disabili. Superando il modello dell’«Istituto» che era peraltro molto radicato in ambito religioso. La sua era una casa aperta, una famiglia estesa fondata sull’amore, non l’erogazione di un servizio a utenti. E’ stata anche la prima edizione del Premio con la messa officiata dal nuovo vescovo Marco Arnolfo, che in pochi mesi è entrato nel cuore della comunità eusebiana, per la sua semplicità, unita a forza, chiarezza di parola e di azione. Sarebbe andato d’accordo con Placido… al termine ha benedetto in modo particolare don Alberto, chiedendo per lui sostegno e vicinanza.

Ecco la gallery della cerimonia.

Il Premio Vidale a Obiettivo per Agorà

Placido Vidale

Placido Vidale

Gli anni passano ma la testimonianza di fratel Placido Vidale rimane e nel suo nome si continua a fare del bene, aiutando ogni anno una realtà del sociale. Per la XXIV edizione il riconoscimento è andato alla Cooperativa sociale Obiettivo per la comunità diurna e residenziale per minori di Moncrivello “Agorà”. Il premio sarà consegnato dall’arcivescovo Marco Arnolfo sabato 24 gennaio nella chiesa di Billiemme durante la messa che avrà inizio alle ore 16,30.

Fratel Placido Vidale ha speso 22 anni della sua vita in terra vercellese prodigandosi per ‘gli ultimi’. Placido veniva da Bassano del Grappa, aveva scelto la vita religiosa come fratello Laico nella “Società di Maria”. Aveva raggiunto la sua posizione in quella congregazione, operando come insegnante e animatore di comunità, ad un certo punto ha voluto dare una svolta evangelica profonda al suo servizio ed ha scelto di farlo fra i poveri e i lontani. Una scelta maturata nel crogiolo epocale che viene etichettato come “68″, ma che è ben più ampio. Comunque nel 1969 (dopo aver vinto molte resistenze dei suoi superiori, come spesso accade per i santi…) fondava una piccola comunità “marianista” (Congregazione della ‘Società di Maria) inserita nel contesto cittadino vercellese del rione Cappuccini, una famiglia di 5 religiosi tra altre tre famiglie in un cortile di Via Tahon de Revel 93. Ha speso i suoi anni vercellesi al servizio di persone diversamente abili per il loro recupero umano ed il loro inserimento sociale. Grazie al suo dinamismo sono nate una Casa famiglia in collaborazione con la Provincia di Vercelli, un laboratorio protetto sotto l’egida del Comune della nostra città, fondando negli anni le coop. sociali Artigiana S. Giuseppe, Camminare Insieme e Obiettivo Camminare Insieme per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e l’A.V.G.I.A. (Associazione Vercellese Giovani Invalidi e Anici) di cui ricordiamo che Spirito sociale fa tuttora parte.

La parabola terrena di Placido si è chiusa domenica 13 gennaio 1991, all’ospedale di Vercelli, all’età di 60 anni. A tutt’oggi rimane vivo nella memoria di coloro che l’hanno conosciuto, stimato, amato.

Sabato ci sarà certamente spazio per una testimonianza su chi è stato fratel Placido e come ha profondamente influenzato la vita non solo di chi gli è stato accanto, ma anche di persone che l’hanno solo incrociato o che nemmeno l’hanno conosciuto. Gran parte degli operatori vercellesi nel sociale si sono formati alla sua scuola o continuano in vari modi le sue opere. E’ proprio il caso del centro di “Agorà” che sarebbe stato la felicità di Placido che è stato fra i primi a spendersi per i diversamente abili quando sui giornali il termine era ancora “handicappati”, e non era raro sentirli nominare come “subnormali”. Lui invece li vedeva come fratelli, sì, ma anche come cittadini che avevano diritto a una vita piena, fatta di relazioni di lavoro, senza compatimenti, con piena dignità di persone. Nel 1969 era qualcosa di veramente rivoluzionario.

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Riforma Terzo Settore: un treno da prendere

Il tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori

La presidente del Csv Vercelli, Daniela Mosca, un po’ commossa per uno dei suoi ultimi interventi prima della fine del mandato, ha aperto i lavori dell’incontro: «Lo chiamano il Terzo Settore e invece è il primo». Nel suo intervento ha fatto il punto della situazione sia del suo ente che del movimento del Volontariato in genere. Ha concluso con una piccola provocazione: «Molti volontari non vogliono impegnarsi nell’amministrazione della loro associazione o del Csv dicendo “Io sono qui per aiutare non per fare politica”… Ebbene – ha detto più avanti – ogni persona che si impegna per il bene comune fa politica, che gli piaccia o no. Fa una buona politica».

Ma la domanda cruciale che mi pongo dopo aver ascoltato i relatori, è: il Terzo Settore con la riforma attualmente in costruzione avrà più risorse a disposizione rispetto a oggi? La risposta è forse. Certamente se il potenziamento del Servizio Civile porterà ai 100.000 “reclutati” nel 2017, come è negli auspici, si avranno a disposizione più “braccia” per dare una mano e qualche euro in più da una ottimizzazione del 5 per mille. Qualcosa potrebbe venire poi da aggiustamenti vari, ad esempio dalla revisione dei Comitati di Gestione che gestiscono la distribuzione dei fondi ai vari Csv. In modo indiretto potrebbero aversi effetti positivi, con la razionalizzazione della fiscalità (ora ci sono ben 100 diverse discipline solo per il Terzo settore), e vari meccanismi “premiali” che potrebbero innescarsi. Si pensa a maggiori deduzioni fiscali per chi fa donazioni, con aumento del tetto già dalla prossima finanziaria, oppure per meccanismi che andrebbero a premiare chi dimostra sul campo di promuovere un’attività veramente no-profit e che abbia forti ricadute sociali sul territorio, oppure operi in rete e con le istituzioni del territorio.

Sono alcune delle personalissime interpretazioni dell’incontro svoltosi lunedì 1° dicembre alla Cripta di Sant’Andrea, promosso da Csv Vercelli e Fondazione Crv. Certamente il parere delle istituzioni e dei diretti interessati (Csv e Consorzio Social B per la cooperazione sociale) sull’impianto della riforma è stato positivo, anche da parte di Carlo Riva Vercellotti, presidente della Provincia, che non è propriamente del Pd…, ma che ha elogiato il sottosegretario Luigi Bobba per il lavoro che ha svolto nel delineare la bozza attualmente in esame, ed auspicato un’ampia maggioranza parlamentare. Mentre il sindaco di Vercelli, Maura Forte ha detto «sposo e condivido in pieno questo disegno di legge», sottolineando che sarà una priorità della sua amministrazione valorizzare l’apporto del Terzo settore in città.

Una delle novità è dunque il potenziamento del Servizio Civile, l’altra sarà la riforma e l’effettiva implementazione dell’Impresa Sociale, già introdotta ma con scarso successo. Saranno riconosciute imprese sociali di diritto le coop. Sociali e tutte quelle imprese private che nel loro statuto indichino come prevalente l’ambito sociale rispetto a quello tradizionale del profitto. L’impresa sociale è favorita in Europa con i nuovi bandi di finanziamento e lo sarà anche in Italia, dove si aprono “mercati” nell’evoluzione del welfare, da tutti prevista.

Per il resto, da quanto sentito nell’incontro, i benefici verranno da strumenti normativi e operativi. Ad esempio si pensa ad un solo registro unico del Terzo setttore, invece dei tanti oggi esistenti e, come detto, a una unico quadro fiscale apposito cui riferirsi.

Le intenzioni sono buone. «E’ un treno che non dobbiamo perdere», ha detto Luigi Bobba e la grande affluenza di operatori alla cripta per le due ore di interventi, è stata un segnale chiaro di interesse.

Per la cooperazione sociale Marco Danna, presidente di Social B ha elencato i vari fronti in cui ci si dovrebbe intanto adeguare all’Europa e poi le annose questioni. Uscire dalla logica del massimo ribasso negli appalti, usare di più le convenzioni, ecc. Qualcosa in tal senso la riformalo darà certamente. Ricordiamo, en passant, che certi istituti, come il centro di acquisto unificato per gli enti pubblici, sono potenzialmente letali per le cooperative sociali, che non sono in grado di competere con i mega gruppi.

La riforma sarà prima di tutto il riconoscimento formale e anche sostanziale dell’importanza del Terzo settore per la ripresa economica e il cambiamento del Paese. Quanto questa enunciazione di principio sarà resa efficace dalla “Riforma” lo si capirà nei prossimi mesi. Si è parlato di metà 2015 come target per l’approvazione in Parlamento. Poi ci sarà la messa in pratica attraverso i decreti attuativi. Insomma una “lunga marcia” al termine della quale si dovrebbe aprire una nuova era per chi mette “il bene comune”, al di sopra del proprio interesse personale.

Ecco la gallery dell’incontro

 

Il Terzo Settore si prepara al futuro

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Lunedì 1° dicembre un appuntamento che tutte le associazioni, le cooperative sociali e chi opera nel Terzo Settore non può perdersi. La riforma nasce dalla constatazione, ancora parziale per la verità, che il “Terzo settore” oggi è forse quello trainante dell’economia, con la crisi dell’industria e la stagnazione dei servizi a “tenere botta” sono le cooperative sociali (che in genere sono cresciute anche in tempo di crisi) e anche l’impatto economico del Volontariato costituisce un valore imponente. Da qui il titolo dell’incontro vercellese: “Lo chiamiamo “Terzo settore”, ma in realtà è il primo – La Riforma del Terzo Settore, dell’impresa sociale e del Servizio Civile» che si terrà appunto il primo dicembre alle ore 17,30 presso l’aula magna Upo (cripta della basilica di Sant’Andrea) promosso dal Csv di Vercelli con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli.

Due sono i punti salienti della Riforma: il tema della misurazione degli “impatti sociali positivi” che le imprese sociali sono chiamate a generare e il Servizio Civile universale. Ma molti altri aspetti cruciali sono coinvolti. Ad esempio Daniela Mosca, presidente Csv Vercelli, ha sottolineato la disciplina dei Comitati di gestione regionali che operano in modo totalmente difforme da regione a regione tanto che: «Quel che i Csv in Piemonte possono fare o non fare è disciplinato in modo opposto in Lombardia o Sicilia…» E’ una riforma che punta molto a rendere reale la “sussidiarietà” rispetto allo Stato. Un modo elegante per dire che tutto quello che lo Stato dovrebbe garantire ma non garantisce più diventa competenza del Volontariato o dell’impresa sociale. In particolare sono fette di welfare che verranno sempre più erogate dal terzo settore e non dal pubblico nei prossimi anni. In teoria con la riforma dovrebbero arrivare anche risorse, come l’aumento dei ragazzi che potranno accedere al servizio civile. Però anche cambiamenti e tagli. Un vero magma… L’importanza di eventi come quello di lunedì è che da un lato ci si può fare un’idea di dove si va a parare, dall’altra si possono esternare osservazioni utili a limare e rettificare parti del disegno di legge. Interverranno diversi attori istituzionali: Daniela Mosca, presidente del Csv di Vercelli, Fernando Lombardi, presidente di Fondazione Crv, Luigi Bobba Sottosegretario al Ministero del Lavoro d delle Politiche Sociali che è coinvolto nella redazione della Riforma, il sindaco Maura Forte e il presidente della Provincia e Marco Danna presidente del Consorzio “Social B” che riunisce diverse coop sociali cittadine.

Ortincittà: inaugurato il campo di via Cantarana

Il taglio del nastro affidato ai bambini

Il taglio del nastro affidato ai bambini

Dopo tre anni di avviamento è entrata a pieno regime l’avventura di “Ortincittà”, con una cerimonia semplice ma ricca di simboli e di speranza per il futuro. «Questo progetto è tutt’altro che qualcosa di assistenziale – ha detto Gian Luca Mascarino, presidente della cooperativa sociale Zoe, capofila della cordata di enti ed associazioni di ortincittà – cerchiamo di insegnare a pescare, non diamo il pesce certi che solo la dignità del lavoro e la responsabilità promuovono la persona». Parole riprese dagli altri oratori intervenuti, a cominciare dall’arcivescovo mons. Marco Arnolfo che, prima di benedire l’area, ha ricordato «Questo è il progetto che ha per noi il Signore, che ci ha dato questa terra perché ne facciamo buon uso e non per depredarla». Non era presente il vescovo emerito Enrico Masseroni, che ha però inviato i suoi personali saluti.

Importante l’impegno assunto dal sindaco Maura Forte che ha detto «Siamo molto vicini al mondo del Volontariato e sin dai prossimi giorni lavoreremo pancia a terra con impegno per coinvolgere le associazioni in progetti che abbiamo già in mente». Per l’occasione ha “debuttato” il neo assessore alle Politiche Sociali, Adriana Sala Breddo che ha così cominciato subito a intavolare contatti. Maura Forte non ha mancato di ringraziare la passata amministrazione che ha sostenuto l’avvio del progetto. Ortincittà è il primo vero esempio di rete fra enti (Diocesi e Comune) associazioni (Volontariato Vincenziano, Cav e Movimento Aiuto alla Vita) e una cooperativa sociale come Zoe. Due anni fa era veramente un fazzoletto di terreno, ora i 4.500 metri quadrati messi a disposizione dall’Ufficio Sostentamento per il Clero sono coltivati quasi per metà, con un appezzamento che copre tutta la lunghezza del campo e che è destinato a crescere. Ci lavorano volontari e persone impiegate con borse lavoro. Una parte della produzione di ortaggi è destinata all’aiuto alimentare dei bisognosi ma il vero sostegno a questo progetto lo si dà comprando gli ortaggi, è possibile farlo anche su prenotazione al sito www.ortincitta.it

Si diceva dei simboli, è stato piantato un ulivo (ricoperto con la terra dell’orto del Getzemani) con monsignor Arnolfo e Maura Forte protagonisti attivi, mentre a tagliare il nastro è stato un bambino. Parte così questa nuova fase dell’avventura intrapresa e che, se andrà secondo i piani, costituirà un importante modello applicabile in altri contesti.

Ecco una gallery della cerimonia

 

Convegno di Camminare Insieme: luci e ombre sulle coop sociali

Anna Camoriano riceve i fiori dal sindaco di Tronzano Andrea Chemello al termine del suo intervento sui 25 anni di storia di Camminare Insieme

Anna Camoriano riceve i fiori dal sindaco di Tronzano Andrea Chemello al termine del suo intervento sui 25 anni di storia di Camminare Insieme

Ritorniamo sulla festa-convegno per i 25 anni di “Camminare Insieme”, presto metteremo a disposizione gli “atti” della mattinata di sabato 17 maggio 2014 a Tronzano.

Al di là di quanto già riferito sottolineiamo alcuni interventi legati alla situazione odierna della cooperazione sociale sul nostro territorio.

Il presidente di Confsolidarietà Piemonte Geninatti, nel suo intervento ha ricordato che il Terzo settore è cresciuto anche durante la crisi, creando occupazione «Non siamo più quei ragazzi che provavano a mettersi in gioco – ha detto – oggi abbiamo sviluppato un serio modello di sviluppo che mette insieme economia e solidarietà».

Geninatti ha parlato di spunti positivi e di problematiche.

«E’ certamente positivo che, per la prima volta in assoluto, il Governo stia varando un pacchetto di interventi per il terzo settore, riconoscendone il valore per il Paese. Quello allo studio del Governo è un piano organico di riforma e di potenziamento, importante l’aumento del servizio civile, anche perché statisticamente il 30% dei ragazzi che entrano nel nostro mondo col Servizio Civile poi viene assunto e trova il suo futuro lavorativo. Poi si pongono le basi del nuovo welfare, spostando l’impegno dello Stato dall’erogazione di denaro all’erogazione di servizi e si comincia a parlare di vaucher universale». Proprio il nuovo welfare è già da alcuni anni un argomento dei convegni in ambito cooperativo, perché è la frontiera innovativa che interessa specialmente le Coop sociali A (servizi alla persona). Insomma attenzione al progetto del Governo, con però un’avvertenza, che non rimanga solo un sommario di buone intenzioni ma si traduca effettivamente in ciò che promette di essere. (continua…)

Grande festa a Tronzano per i 25 anni di Camminare Insieme

C’era buona parte del mondo della cooperazione sociale vercellese sabato 17 maggio 2014 a Tronzano (ex Albergo del sole), per festeggiare i 25 anni di «Camminare Insieme», nata dal movimento ispirato da Placido Vidale sin dagli anni Settanta per la promozione umana dei disabili attraverso il lavoro e da cui anche Spirito sociale proviene. Una festa e non un convegmo, ha sottilineato Luca Mascarino, presidente di Zoe e Obiettivo, e moderatore della mattinata. E questa è stata, ma allo stesso tempo si è parlato molto dello “stato dell’arte” della cooperazione sociale vercellese. E’ un discorso lungo, che affideremo a un articolo apposito. Intanto diciamo che il momento più emozionante dell’incontro è stato senza dubbio l’intervento di Anna Camoriano, vicepresidente della cooperativa tronzanese, che ha ripercorso, non senza commuoversi, le tappe di un cammino spesso difficoltoso, ma sempre illuminato dall’originale spirito di Placido: entrare in relazione con le persone in difficoltà alla pari, senza paternalismi, con amore fraterno ed operoso, farli sentire utili e importanti con il lavoro delle loro mani. Un insegnamento che «Camminare Insieme» incarna ancora oggi.

Intanto ecco alcune immagini

 

 

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