Riflessioni

Riforma Terzo Settore: un treno da prendere

Il tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori

La presidente del Csv Vercelli, Daniela Mosca, un po’ commossa per uno dei suoi ultimi interventi prima della fine del mandato, ha aperto i lavori dell’incontro: «Lo chiamano il Terzo Settore e invece è il primo». Nel suo intervento ha fatto il punto della situazione sia del suo ente che del movimento del Volontariato in genere. Ha concluso con una piccola provocazione: «Molti volontari non vogliono impegnarsi nell’amministrazione della loro associazione o del Csv dicendo “Io sono qui per aiutare non per fare politica”… Ebbene – ha detto più avanti – ogni persona che si impegna per il bene comune fa politica, che gli piaccia o no. Fa una buona politica».

Ma la domanda cruciale che mi pongo dopo aver ascoltato i relatori, è: il Terzo Settore con la riforma attualmente in costruzione avrà più risorse a disposizione rispetto a oggi? La risposta è forse. Certamente se il potenziamento del Servizio Civile porterà ai 100.000 “reclutati” nel 2017, come è negli auspici, si avranno a disposizione più “braccia” per dare una mano e qualche euro in più da una ottimizzazione del 5 per mille. Qualcosa potrebbe venire poi da aggiustamenti vari, ad esempio dalla revisione dei Comitati di Gestione che gestiscono la distribuzione dei fondi ai vari Csv. In modo indiretto potrebbero aversi effetti positivi, con la razionalizzazione della fiscalità (ora ci sono ben 100 diverse discipline solo per il Terzo settore), e vari meccanismi “premiali” che potrebbero innescarsi. Si pensa a maggiori deduzioni fiscali per chi fa donazioni, con aumento del tetto già dalla prossima finanziaria, oppure per meccanismi che andrebbero a premiare chi dimostra sul campo di promuovere un’attività veramente no-profit e che abbia forti ricadute sociali sul territorio, oppure operi in rete e con le istituzioni del territorio.

Sono alcune delle personalissime interpretazioni dell’incontro svoltosi lunedì 1° dicembre alla Cripta di Sant’Andrea, promosso da Csv Vercelli e Fondazione Crv. Certamente il parere delle istituzioni e dei diretti interessati (Csv e Consorzio Social B per la cooperazione sociale) sull’impianto della riforma è stato positivo, anche da parte di Carlo Riva Vercellotti, presidente della Provincia, che non è propriamente del Pd…, ma che ha elogiato il sottosegretario Luigi Bobba per il lavoro che ha svolto nel delineare la bozza attualmente in esame, ed auspicato un’ampia maggioranza parlamentare. Mentre il sindaco di Vercelli, Maura Forte ha detto «sposo e condivido in pieno questo disegno di legge», sottolineando che sarà una priorità della sua amministrazione valorizzare l’apporto del Terzo settore in città.

Una delle novità è dunque il potenziamento del Servizio Civile, l’altra sarà la riforma e l’effettiva implementazione dell’Impresa Sociale, già introdotta ma con scarso successo. Saranno riconosciute imprese sociali di diritto le coop. Sociali e tutte quelle imprese private che nel loro statuto indichino come prevalente l’ambito sociale rispetto a quello tradizionale del profitto. L’impresa sociale è favorita in Europa con i nuovi bandi di finanziamento e lo sarà anche in Italia, dove si aprono “mercati” nell’evoluzione del welfare, da tutti prevista.

Per il resto, da quanto sentito nell’incontro, i benefici verranno da strumenti normativi e operativi. Ad esempio si pensa ad un solo registro unico del Terzo setttore, invece dei tanti oggi esistenti e, come detto, a una unico quadro fiscale apposito cui riferirsi.

Le intenzioni sono buone. «E’ un treno che non dobbiamo perdere», ha detto Luigi Bobba e la grande affluenza di operatori alla cripta per le due ore di interventi, è stata un segnale chiaro di interesse.

Per la cooperazione sociale Marco Danna, presidente di Social B ha elencato i vari fronti in cui ci si dovrebbe intanto adeguare all’Europa e poi le annose questioni. Uscire dalla logica del massimo ribasso negli appalti, usare di più le convenzioni, ecc. Qualcosa in tal senso la riformalo darà certamente. Ricordiamo, en passant, che certi istituti, come il centro di acquisto unificato per gli enti pubblici, sono potenzialmente letali per le cooperative sociali, che non sono in grado di competere con i mega gruppi.

La riforma sarà prima di tutto il riconoscimento formale e anche sostanziale dell’importanza del Terzo settore per la ripresa economica e il cambiamento del Paese. Quanto questa enunciazione di principio sarà resa efficace dalla “Riforma” lo si capirà nei prossimi mesi. Si è parlato di metà 2015 come target per l’approvazione in Parlamento. Poi ci sarà la messa in pratica attraverso i decreti attuativi. Insomma una “lunga marcia” al termine della quale si dovrebbe aprire una nuova era per chi mette “il bene comune”, al di sopra del proprio interesse personale.

Ecco la gallery dell’incontro

 

Una voce da Hong Kong per Aperipopoli

Un momento dell'appuntamento di Aperipoli del 12 novembre 2014

Un momento dell’appuntamento di Aperipoli del 12 novembre 2014

Grande affluenza anche al secondo appuntamento di “Aperipopoli”. Nel contesto della «Festa dei Popoli», dedicato all’Asia, tenutosi mercoledì 12 novembre al ristorante cinese di via Laviny a Vercelli. Due ore di gradevole condivisione di assaggi della cucina cinese e quattro chiacchiere informali, impreziosite da un ospite speciale. Il missionario del Pime padre Gianni Crivellari, che opera a Hong Kong, a stretto contatto con i giovani, gli stessi che hanno dato vita alla “rivoluzione degli ombrelli”.

«Nei primi giorni – spiega il religioso – i ragazzi avevano come distintivo un’asola gialla, poi un giorno che pioveva e tutti avevano gli ombrelli sono cominciate le cariche della polizia e gli studenti per difendersi dai gas non avevano altro che i loro ombrelli… per questo è diventata la “rivoluzione degli ombrelli. In piazza sono scesi a centinaia di migliaia, non volevano altro che una legge per l’elezione a suffragio universale dei loro governanti. Per un certo periodo si è temuto che finisse come a piazza Tien Ammen, ora la protesta continua con presidi in un paio di punti della città, non sappiamo come andrà a finire, ma oggi siamo in un momento di transizione. Questa è la prima protesta è stata la prima azione di disobbedienza civile nella storia di Hong Kong».

Un momento dell'appuntamento di Aperipoli del 12 novembre 2014, padre Gianni Crivellari con Alfonsina Zanatta

Un momento dell’appuntamento di Aperipoli del 12 novembre 2014, padre Gianni Crivellari con Alfonsina Zanatta

Padre Crivellari conosce bene i leader del movimento: «Sono ragazzi giovanissimi, i loro leaders hanno 16-17 anni. Sono studenti, per lo più cristiani, sia cattolici che protestanti. I cristiani sono il 10% della popolazione, però esprimono il meglio della società. L’arcivescovo cattolico della città è considerato un vero e proprio padre spirituale e civile, la coscienza di Hong Kong».

La realtà geopolitica della città è particolare: «La chiamano “un paese due sistemi”, il Paese è la Repubblica Popolare Cinese, il sistema è un po’ più libero, ci sono elementi di democrazia, alcuni rappresentanti sono eletti ed esiste una certa libertà di culto e di idee».

Cosa fa padre Crivellari in quel paese? «Insegno ai ragazzi i fondamenti della religione cristiana e anche aspetti della cultura italiana. Ho tradotto in cinese, insieme a una ragazza del posto “Lettera a una professoressa” di don Lorenzo Milani, di cui sono un convinto sostenitore. Lui ha insegnato il primato della coscienza sulle leggi più inique del potere».

Una testimonianza di prima mano di quanto sia complesso il “pianeta Asia”.

Dopo questa parentesi la festa si è distesa fra un numero di partecipanti davvero notevole, come testimoniano le foto pubblicate.

Il prossimo aperipopoli mercoledì 19 novembre sempre dalle 19 alle 21 al “Miscela araba” di via Verdi.

Un momento dell'appuntamento di Aperipoli del 12 novembre 2014

Un momento dell’appuntamento di Aperipoli del 12 novembre 2014

 

Il report di Pangea su donne e microfinanza

Sito rapporto di Pangea

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Venerdì 17 ottobre è la Giornata Mondiale della Lotta contro la Povertà. Un tema più che mai attuale per tutti. La notizia di cui vi rendiamo partecipi è l’uscita di un dossier che può aiutare a inventare soluzioni. Si tratta di un report stilato da Pangea, la Ong che, dal 2003 a oggi, ha permesso a oltre 40.000 donne di emanciparsi attraverso programmi di microcredito e microfinanza in Afghanistan, Nepal, India e, in fase sperimentale, con progetti pilota anche in Italia, visto che le situazioni da terzo mondo (quantomeno economico) ci riguardano ormai tutti. Scaricatevelo [qui il Report completo]  perché è un esempio notevole di come si devono inquadrare le emergenze ed è ricco di spunti da cogliere. Nel seguito altri dettagli. (continua…)

Volontari contro Ebola

Ebola immagine repertorio

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Avaaz.org è un’organizzazione internazionale che promuove petizioni e mobilitazioni per difendere i cittadini da iniziative liberticide dei governi (come i reiterati tentativi di mettere la museruola al web) oppure per emergenze locali e/o globali. E’ interessante una mail inviata recentemente sul discorso Ebola, che volentieri rilanciamo per quanto ci è possibile.

«Il virus sta andando fuori controllo. – scrivono gli attivisti – In Africa Occidentale i casi raddoppiano ogni 2-3 settimane e secondo le ultime stime entro gennaio potremmo arrivare a 1 milione e 400mila persone contagiate (affermazione che non coincide coi numeri che si vedono nei giornali che parlano di circa 10.000 contagi con una mortalità del 50% ndr) . Con queste cifre l’emergenza potrebbe presto diventare mondiale. L’Ebola è stato più volte circoscritto a pochi casi. Ma le dimensioni dell’epidemia attuale hanno mandato nel caos i fragili sistemi sanitari della regione. In Liberia c’è meno di 1 dottore ogni 100mila abitanti. I governi stanno mandando aiuti, quello che manca è proprio il personale medico necessario a fermare l’epidemia».

Da qui l’appello che rilanciamo:

«Se sei un professionista del settore sanitario o hai altre capacità che possono essere utili, ti chiedo di prenderti un momento, ascoltare quella parte di te di cui sai di poterti fidare, e seguirla. Clicca qui sotto per offrirti come volontario, leggere i messaggi di chi si è fatto avanti sui motivi della loro scelta, e lasciare il tuo messaggio di ringraziamento e incoraggiamento per tutti loro».

https://secure.avaaz.org/it/ebola_volunteers_thank_you_3/?bnZEVbb&v=47492

 

Riflessioni pasquali di Francesco

Caravaggio -  Deposizione di Cristo

Caravaggio – Deposizione di Cristo

Questa ė diventata ormai la festa delle uova rotte, dei pulcini, del cioccolato e delle colombe. E dire che un tempo era la festa in cui – chi credeva – festeggiava con gioia la resurrezione di Cristo; la festa più importante per i cristiani. Sottintesa a tutto l’idea su cui si basa l’intera fede: l’esistenza della vita dopo la morte terrena. L’idea che ogni sacrificio prevede comunque una ricompensa, l’idea che anche ogni forma di dolore, persino il tradimento più ingiusto, la morte più ingloriosa, le condanne più infamanti possono avere un senso, far parte di un disegno più grande che comunque, per chi ha fede ė teso al Bene. Tutto questo si ė perso, dileggiato da chi oggi festeggia spaccando le uova, consapevole di vivere in un mondo che non ha più nulla in cui credere e soprattutto convinto di non averne più bisogno. Agli altri, a chi sa cosa significhi scommettere sulla via stretta, sopportare un torto, perdonare un’offesa, perdere qualcuno caro, combattere una malattia, non perdere la speranza e il sorriso, a voi altri buona Pasqua!

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