Da sinistra: Daniela Mosca presidente CTV Vercelli-Biella, l'arcivescovo Marco Arnolfo e l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Vercelli Paola Montano

Da sinistra: Daniela Mosca presidente CTV Vercelli-Biella, l’arcivescovo Marco Arnolfo e l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Vercelli Paola Montano

Una Festa dei Popoli legata ancora una volta al tema del cibo “Terre e cibo” che si celebrerà il 10 ottobre, ma con un’intensa marcia di avvicinamento che si aprirà martedì 29 settembre: tre confessioni cristiane: Cattolica, Valdese-Metodista, Ortodossa e le altre due religioni monoteiste: Islamica ed Ebraica: una sola preghiera di pace e un cammino come avviene drammaticamente in tanti parti d’Europa tanto che, come ha detto alla presentazione in Seminario la presidente del CTV Daniela Mosca: «Ci siano anche chiesti se avesse senso chiamarla Festa quest’anno».

«Un incontro che non deve essere motivo di preoccupazione ma una vera Festa». Ha sottolineato l’arcivescovo Marco Arnolfo, che ha aggiunto: «E’ doveroso in questo tragico momento interrogarci su come viviamo noi l’accoglienza». Un argomento su cui ha insistito anche don Osvaldo Carlino, direttore della Caritas Diocesana: «Non possiamo cambiare le grandi tragedie che stanno accadendo, però possiamo occuparci di ciò che avviene a livello locale».

La «Festa dei Popoli» è alla sua settima edizione, come noto è stata ideata dall’Arcidiocesi di Vercelli, da padre Enrico Masseroni e portata avanti dalla Caritas a livello organizzativo, insieme al Centro Servizi Volontariato e con il sostegno del Comune. Quest’anno l’avvento del Centro Territoriale Volontariato con la conseguente delicata fase organizzativa, ha fatto sì che il peso organizzativo sia stato supportato in modo prevalente dalla Caritas, ma in particolare di una persona Alfonsina Zanatta, un motore infaticabile che forse non gradisce essere esaltata, ma è lei con la sua cultura, con la stimolazione dei gruppi, a fare da collante. Ha illustrato con efficacia tutte le fasi dell’avvicinamento alla Festa richiamando anche una novità: «Ringrazio il Comune di Vercelli per come si è speso, nonostante non ci siano tante risorse disponibili, ci ha messo a disposizione i venti giovani del Servizio Civile».
«La festa è un cammino verso la conoscenza reciproca – ha sottolineato l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Vercelli Paola Montano, aggiungerndo: il cibo non è per tutti ora anche a Vercelli si soffre la fame con una povertà alta anche fra gli italiani, per cui quest’edizione della Festa è doppiamente importamte».

Il tema di quest’anno è principalmente la lotta allo sperpero del cibo. «E’ drammatico che un terzo del cibo prodotto vada sprecato» ha sottolineato l’arcivescovo. Tre gli appuntamenti principali in quest’ottica: mercoledì 30 settembre dalle 8,30 (Cripta di S. Andrea e Seminario) ci sarà un convegno, pensato appositamente per gli studenti delle ultime classi delle Superiori, «Il cibo, lo spreco, la fame», con la partecipazione di numerosi esperti. Mercoledì 7 ottobre, sempre in Seminario (ore 19) «Cibo per tutti», con le esperienze vercellesi di lotta allo spreco alimentare. Un momento di confronto e di costruzione della rete e a seguire una cena realizzata con gli “scarti” del giorno a Vercelli. Venerdì 9 ottobre (ore 18 in Seminario) «Ridare valore al cibo» centrato su come le mense scolastiche possono non sprecare.
Di grande valore simbolico sul fronte dell’accoglienza sarà invece un altro appuntamento conviviale (decisamente tanti), presso il «Sacro cuore» del Belvedere, una cena che sarà preparata, in parte, e servita dai profughi, accolti in questo modo nella comunità come persone che sanno dare molto in ogni senso.

Variazioni anche nello schema della giornata di Festa del 10 ottobre (ancora in Seminario). «Una gestione in stile Expo – ha spiegato Emanuela Surbone del CTV – con degli stand che si possono visitare». In particolare ci sarà spazio per la musica di band cittadine, per laboratori, momenti di riflessione, punti per proiezioni, oltre ai collaudati assaggi di ricette multietniche.

Aggiorneremo man mano sui singoli eventi: Benvenuta Festa dei Popoli, c’è bisogno di trovarsi di toccare quasi con mano che “l’altro” è il nostro riflesso nello specchio, magari l’immagine è diversa, perché diverse sono le culture, ma il cuore è lo stesso.

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