La comitiva di "camminanti" che ha preso parte all'iniziativa

La comitiva di “camminanti” che ha preso parte all’iniziativa

Diamo conto ancora una volta di una valida e simpatica iniziativa di un gruppo di associazioni del santhiatese: “La Voce”, “Compagnia dell’Armanca” e “Sbiriulà” che hanno trovato il modo di regalare ai tanti convenuti una giornata di “viaggio nel passato”, dando corpo e voce a personaggi un tempo reali e a consuetudini appartenute al “mondo piccolo” vercellese di un tempo. Un modo attivo di salvaguardare la memoria, recuperando non solo le nozioni e la storia, ma anche lo spirito di un tempo in cui non c’erano né TV né social… in cui solo pochi privilegiati potevano permettersi di non muoversi a piedi… La modalità di una camminata con soste in luoghi simbolici per brevi ma emozionanti rappresentazioni è stato il modo migliore per farlo.

Nel seguito il resoconto dettagliato dell’iniziativa.

Partenza da Piazza Roma a Santhià e poi a buon passo verso il foro Boario dove (in ricordo delle fiere della prima metà del secolo scorso) arriva il “Bala l’urs” ovvero un tipo -Daniele Inocco- che faceva ballare un orso al suono di un organetto ed il tutto per racimolare qualche soldino dentro al cappello a terra; il commerciante di cavalli – Domenico Calliera – che elogia la bellezza della sua scuderia, il venditore di pollame – Umberto Bolzon – , la zingara montenegrina – Renato Gialluca en travesti – che invita a comprare il rame battuto dal marito ed intanto predice il futuro.

 

Teatro in cammino, il girotondo sull'aia.

Teatro in cammino, il girotondo sull’aia.

Dopo un po’ di cammino il folto gruppo giunge poi alla Cascina Magra dove è stato di rigore ricordare l’eccidio di Santhià (Caterina Salussolia, Paolo Ravetto e Renzo Bellardone, che ha anche scritto tutti i testi) ed alla frase “iniziò una furiosa sparatoria” alcuni colpi di pistola (scacciacani) sono stati sparati a coinvolgere e far sobbalzare i camminatori.

La Terza tappa con accoglienza veramente accurata è stata alla Cascina Colombara – sig. Succio-:qui un vecchio contadino – Umberto Bolzon – che aveva vissuto i tempi delle mondine, ricorda e racconta ad un giovane venditore di vino-Roberto Avetta- giunto dall’astigiano con le damigiane del vino nuovo.

L’agriturismo il Nespolo è stato il palcoscenico della quarta sosta: la zingara ha ripreso a leggere i tarocchi e le linee della mano, poi un banditore (Inocco)ha letto un proclama ed alla conclusione “fiato alle trombe e festa sia” sono entrati suonatori della banda cittadina ad intonare le classiche canzoni carnevalesche e saltando sono entrati le due coppie di Stevulin e Majutin (Elena Dogliani e Fabio Mazzarino, Irene Manuello e Marcello Marsilio) che hanno coinvolto i camminanti a ballare e saltare sull’aia.

La luculliana merenda sinoira con i ringraziamenti di Matto Mario e Gianpaolo Falletti ha rifocillato tutto il gruppo che nottetempo ha raggiunto il sovrappasso della ferrovia di Santhià dove dislocati sui vari livelli della complessa struttura in ferro alcuni attori hanno raccontato dei tempi in cui…..le ferrovie funzionavano……e con questo ricordo in ambientazione scenografica ardita, è stato dato l’arrivederci alla prossima camminata con già innumerevoli richieste di repliche…. E si spera che “Repetita Juvant”.